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Marconia festeggia Don Bosco

Conclusi i festeggiamenti in onore di Don Bosco, santo cui è intitolata la Chiesa di Marconia dal lontano 1955. Negli ultimi giorni la parrocchia, in preparazione della festa del 31 gennaio, ha organizzato importanti iniziative volte a valorizzare alcuni fondamentali aspetti della vita del grande santo, maestro dei giovani ed educatore per eccellenza. In particolare proprio al tema dei giovani e alla significativa sfida educativa dei nostri tempi sono stati dedicati due eventi.

Il primo si è svolto venerdì 27 gennaio ed ha avuto come protagonista il dott. Domenico Infante, direttore dell'ufficio diocesano delle comunicazioni sociali e presidente dell'AIART di Matera , che ha relazionato su "I moderni mezzi di comunicazione sociale e l’educazione alla vita buona del Vangelo". Proprio partendo dalla figura di San Giovanni Bosco che, già ai suoi tempi, fu particolarmente sensibile all'uso degli strumenti di comunicazione sociale al fine della sua efficace opera educativa, il dott. Infante ha offerto un'interessante percorso di riflessione sulle enormi potenzialità dei mezzi di comunicazione attuali, ormai diffusissimi e particolarmente utilizzati anche dai giovani. Si è evidenziato soprattutto come questi nuovi mezzi mediatici, se correttamente utilizzati, possano rappresentare un fondamentale ed utilissimo strumento per l'educazione delle nuove generazioni ed un efficace mezzo per l'evangelizzazione, aprendo nuovi orizzonti all'attività pastorale e fornendo nuovi percorsi per crescere e maturare nella fede.

Sempre al delicato compito dell'educazione è stato dedicato un secondo incontro, svoltosi nel pomeriggio di domenica 29, su iniziativa del Centro Culturale Cattolico "CHIARA LUCE BADANO", tenuto da Don Cristiano Ciferri, direttore della casa salesiana di Taranto e preside della scuola salesiana della città. Il sacerdote ha parlato, con stile semplice e chiaro, del “Metodo educativo di San Giovanni Bosco nel contesto dell’impegno educativo della Chiesa Italiana per il decennio 2010-2020”, cercando di far emergere la grande attualità del messaggio di Don Bosco e della sua grande ed originalissima idea dell'oratorio che, secondo il grande santo, doveva rappresentare una casa che accoglie, una parrocchia che evangelizza, una scuola che avvia alla vita e un cortile per incontrarsi tra amici. Alla scuola di Don Bosco accoglienza ed amorevolezza sono indispensabili per guadagnare il cuore dei ragazzi e stabilire con loro una relazione educativa in cui i giovani non solo sono amati ma diventano consapevoli di essere amati. Don Cristiano ha richiamato tutti i presenti ad avere fiducia nei giovani a condividere i loro spazi e il loro tempo, intercettando i loro vissuti concreti, accettando di camminare con loro per poter riuscire ad instaurare quel dialogo e quella relazione educativa che costituiscono il vero fondamento dell'educazione. Mai quindi dimenticare il motto di Don Bosco secondo cui in ogni giovane "v'è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare".

Lunedì 31, a chiusura del triduo di preparazione, i festeggiamenti in onore di Don Bosco si sono conclusi con una Messa solenne animata dai ragazzi di I media che si stanno preparando alla cresima, i quali hanno simpaticamente ravvivato e movimentato la liturgia. A fine messa caramelle per i piccini ed un fraterno momento conviviale in oratorio per tutta la comunità parrocchiale.

 

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