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Il centro storico di Pisticci

A 14 chilometri da Marconia, salendo verso la collina, circondato dal brullo ma affascinante paesaggio dei caratteristici "Calanchi" lucani, sorge il pittoresco centro di Pisticci.

Già dall'ingresso del paese è possibile subito scorgere uno scorcio del più suggestivo rione del paese, "Il Dirupo", annoverato dal Ministero dei Beni Ambientali nell'elenco delle “100 Meraviglie d’Italia da salvaguardare”.
Il quartiere è infatti caratterizzato dalle tipiche "casedde", ovvero piccole casette a schiera di colore bianco, dal tetto spiovente, singolari esemplari di architettura contadina, che sembrano aggrapparsi al pendio.
Le cosidette "lammie", infatti, sono state costruite in file parallele partendo dalla parte più alta del paese e man mano scendendo verso il basso, creando il particolare effetto ottico di un rione sull'orlo del precipizio.
Il nome "Dirupo" è indicativo delle circostanze in cui questo quartiere nacque, ovvero appena successivamente alla rovinosa frana della notte del 9 febbraio 1688, tristemente famosa come "la notte di Sant'Apollonia, frana che distrusse i rioni Casalnuovo e Purgatorio di Pisticci, provocando più di quattrocento morti.

Il terribile disastro naturale risparmiò miracolosamente la Chiesa Madre del paese, nell'antico rione Terravecchia, dedicata ai santi Pietro e Paolo. L'odierno edificio, dal cui sagrato è possibile godere la suggestiva vista del paese e di tutto il territorio circostante fino al mare, è di stile romanico-rinascimentale mentre il campanile risale ad una precente costruzione del XIII secolo.
Il maestoso portale introduce alla navata centrale in cui sono situati il battistero in legno, raffigurante scene del battesimo di Gesù, e il pulpito su cui sono scolpite le immagini dei Santi Pietro e Paolo e degli evangelisti.
Le due navate laterali presentano diverse cappelle ed altari di epoca barocca. L'altare maggiore riccamente ornato è circondato da un coro di tipo monastico sovrastato da una balconata in legno che ospita l'imponente struttura lignea, finemente intagliata, a sostegno delle canne dell'organo.
Una piccola porta posta dietro il medesimo altare introduce alla sacrestia, arredata in stile settecentesco, con armadietti e cassapanche in legno policromo.
Alle pareti spiccano alcune tele del XVIII secolo, attribuite a Domenico Guarino, di stampo caravaggesco, tra cui quelle rappresentanti la Madonna del Carmine,la Madonna del Pozzo ed altre raffiguranti i Misteri del Rosario. Ancora, in fondo alla navata sinistra, una scala conduce alla cripta sotterranea che ospita il presepe monumentale in cartapesta.

Poco distante dalla Chiesa Matrice è possibile scorgere i ruderi dell'antico Castello di Pisticci, di epoca normanna. Dell'antico edificio non resta ormai che la torre quadrata e i locali dell'ex scuderia, infatti la parte centrale e laterale destra del castello, il portone e l'atrio vennero demoliti all'inizio degli trenta per consentire la costruzione del serbatoio dell' Acquedotto dell'Agri.

Continuando a percorrere le caratteristiche e strette viuzze della Terravecchia è possibile imbattersi in bei palazzi gentilizi risalenti alla prima metà del XVIII secolo, tra cui il Palazzo Rogges, nota famiglia pisticcese, e Palazzo De Franchi Caldoni caratterizzato da un particolare ingresso in stile rinascimentale e da un bellissimo portale, costruito in blocchi di pietra bianca, sovrastato dallo stemma nobiliare.
Attigua a tale palazzo è la Chiesetta dell'Annunziata edificata nel 1444, annessa ad un ospedale per poveri. Degna di nota la campana della piccola chiesa, datata 1559.

Non può mancare, in questo suggestivo percorso, una puntata a via Nicola Franchi, un tempo definita "loggia bella vista", da cui è possibile ammirare il meraviglioso panorama del Dirupo. E proprio in questo rione è possibile visitare un'altra piccola ma deliziosa chiesetta dedicata all'Immacolata Concezione, edificata intorno al XVI secolo.
L'edificio, con pianta a croce a latina, è caratterizzato da uno splendido soffitto ligneo a carena di nave, dipinto a tempera con decorazioni floreali e figure di santi, e da un prezioso altare in stile barocco. Degni di nota anche una scultura lignea dell'Immacolata ed un organo finemente intagliato.

Risalendo dal rione Dirupo si arriva a Piazza Plebiscito dove è situata la chiesa dedicata al Patrono di Pisticci, San Rocco. L'edificio è di origine recente ma interessante perchè primo esempio in Italia di stile novecento applicato ad un edificio religioso.
Fu costruito infatti tra il 1930 e il 1934 sui resti della più antica Chiesa del Purgatorio. Diviso in tre navate, ospita un ciclo di affreschi dedicati alla vita del santo e la sua bellissima statua laminata in oro.

Risalendo ancora attravero Corso Margherita, via principale del paese, si arriva a Piazza Umberto I dove si trova la Chiesa di Sant'Antonio, originariamente annessa ad un convento di francescani dedicato a Santa Maria delle Grazie, il cui nucleo primitivo risale intorno 1460. Attualmente la Chiesa presenta tre navate e una cappella adiacente la sacrestia in cui è possibile ammirare un altare in stile "barocco" dedicato alla Madonna delle Grazie; nella navata centrale sulle colonne sono affrescate figure di Santi e Sante Francescani ed in alto, nella lunetta dell'arco centrale, sono rappresentati i quaranta Martiri Francescani.
Numerose le tele e le pitture che ornano le pareti della Chiesa, di diversi autori di cui non si conoscono i nomi, ma la cui tecnica appartiene alla medesima scuola. Alcune tele sono opera di Domenico Guarino e del Ferri. Capolavoro non solo della Chiesa ma dell'intero territorio è la grande tela raffigurante la Vergine Maria Immacolata, opera di Andrea Vaccaro, dipinta con la tecnica ad olio su tela, tipica della maggior parte delle opere presenti.
Un recente restauro della facciata della Chiesa ne ha ripristinato lo stile originario che presentava numerose e marcate decorazioni geometriche ed una struttura architettonica e decorativa tipica dello stile romanico-fiorentino.

Continuando la visita del paese, fra scorci pittoreschi e odori e sapori genuini, non si può trascurare l'antico rione Loreto, sorto tra la seconda metà del 1500 e l'inizio del 1600, in una zona dove esisteva una chiesetta dedicata alla Madonna di Loreto, edificata presubilmente intorno al 1544.
Nella graziosa cappella, ampliata nel 1800, si trova un bel dipinto del XVII secolo raffigurante la Madonna con il bambino ed una statua della Madonna risalente ai primi anni del XX secolo, realizzata nella bottega dello scultore Salvatore Sacquegna.

Fra i numerosi edificici religiosi pisticcesi, senza dubbio, tuttavia, un un'importanza particolare riveste l'Abbazia Santa Maria La Sanità del Casale, di origini antichissime. Fu costruita infatti intorno all'anno Mille, sulle rovine di un antico cenobio greco-bizantino, sul monte Corno, allora fuori dal centro urbano di Pisticci, e fu affidata alle cure dei monaci benedettini di Taranto.
Attualmente è possibile visitare la Chiesa, rimasta integra, mentre sono in fase di ricostruzione il campanile, il chiostro e la certosa. Il santuario rappresenta un significativo e pregiato esempio dello stile romanico-pugliese.
La facciata è caratterizzata da una successione di archetti a tutto sesto sotto la cornice, da un notevole rosone e da un'imponente portale risalente al 1200 circa. L'interno della chiesa si presenta a tre navate terminanti con absidi semicircolari. Il tetto è ligneo, a capriate, retto da archi ogivali su colonne squadrate.
È presente l'arco santo centrale e nelle pareti si aprono monofore con archi a tutto sesto. La statua della Vergine Maria, cui è dedicata la chiesa, è una pregiata scultura in legno risalente al XII secolo.

 

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